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EUGENIO GUGLIELMELLI sulle potenzialità del nuovo masterplan UCBM
Giorgio Minotti (GM): Il professor Eugenio Guglielmelli è Prorettore alla ricerca qui a UCBM e professore di bioingegneria. Eugenio, come scienziato e vice-rettore per la ricerca, che tipo di interazione reciproca vedi tra questo progetto di masterplan e una possibile nuove direzioni scientifiche per la nostra Università?

Eugenio Guglielmelli (EG): Beh, questa è per definizione un progetto di pianificazione strategica, che è una risorsa chiave del nostro futuro, per la ricerca, e in generale per lo sviluppo della nostra Università. La nostra Università promuove da sempre l'interdisciplinarità tra aree differenti quali la medicina, la biologia, l’ingegneria, e queste discipline stanno già vedendo un’interazione con la biologia, e le scienze più in generale. Quindi, penso che lo sviluppo di questo masterplan sarà molto importante per promuovere i nostri sforzi nel mantenere questa idea di compresenza di diversi ricercatori e settori disciplinari sotto lo stesso tetto per lavorare insieme, per favorire la cross-fertilization e operare in modi diversi al fine di mantenere i nostri attrattivi ed essere significativi nel nostro impatto sulla società. E sappiamo che l'interdisciplinarietà è considerata, anche dalle università di alto livello, il punto di riferimento, la chiave e la strada da percorrere per la ricerca che deve affrontare le sfide sociali, perché le sfide sociali sono complesse e necessitano di un approccio multidisciplinare e persone capaci di operare nell’interdisciplinarietà che combina modelli e strumenti provenienti da diveri settori per essere davvero efficaci nel fornire soluzioni che potrebbero generare progressi significativi per la nostra società.

GM: E ora, lascia che ti chieda qualcosa in più sulla vita accademica di tutti i giorni. Hai menzionato la cross-fertilization tra discipline come obiettivo strategico di tante università e vocazione della nostra Università, ma nella vita di tutti i giorni come gli studenti possono interagire (in modo nuovo) con i professori e come il personale accademico può interagire con il personale amministrativo? In sostanza nella vita universitaria, come può il Masterplan percepire questi bisogni, come può il Masterplan sviluppare infine nuovi modi di vivere un'istituzione accademica?

EG: Beh, come hai detto, da una parte si può contare su esempi di eccellenza realizzati e dalle migliori pratiche correnti… e penso che il team (del concorso) ha fatto uno sforzo molto importante nell’identificare i migliori benchmarks di università in Asia, USA, in Sud America, in Europa, esempi che potrebbero essere soluzioni da considerare come possibili traduzioni qui, ma ovviamente una mera traduzione per diversi paesi e diverse comunità non funziona facilmente. Quindi, penso che questa è la vera sfida della competizione per i team in gara e per i designers che sono in questo momento le figure chiave del processo, come interpretare i nostri benchmark in modo tale da adattarli alla nostra missione, ma anche alla nostra ubicazione, ai nostri pregressi, alle infrastrutture già presenti, ai piani di sviluppo  - in termini di nuovi dipartimenti e nuove linee di ricerca - che abbiamo descritto nei documenti forniti ai team impegnati in questa competizione. D'altra parte, dobbiamo essere anche originali, credo, e questa è un'opportunità incredibile… abbiamo investito per poter coinvolgere le menti migliori in termini di progettazione di spazi comunitari, paesaggio, mobilità, accessibilità sociale... Quindi, tutti questi aspetti  per una buona progettazione del nuovo campus si riuniscono in team di persone brillanti e competenti che potrebbero davvero generare un valore aggiunto nell’originalità delle loro proposte che aspettiamo di valutare nei prossimi mesi a partire da adesso. E questa soluzione la vogliamo condividere con le parti interessate e le autorità locali, perché abbiamo bisogno del pieno supporto della nostra rete e rispondere agli aspetti normativi che regolamenteranno le soluzioni dei progettisti.

GM: Eugenio, sei un esperto di robotica riconosciuto a livello internazionale, quindi se fossi in te, mi piacerebbe vedere un nuovo Campus molto orientato all'high-tech, con robot che aprono le porte o servono una tazza di caffè al bar, e così via. Io sono più classico… ma secondo te, come dovrebbe essere il campus, molto moderno, molto tecnologico o, semplicemente bello, rassicurante o inclusivo? Che tipo di parola ti piace di più?

EG: Beh, certo, vorrei che i nuovi edifici, le nuove aree per l'istruzione, la ricerca e le attività sociali, potessero essere, devo dire, ispiratori, perché credo che, come hai menzionato tu, vorrei che tutte le persone -  studenti e ricercatori che vivono la nostra atmosfera possano avere la possibilità di grande ispirazione per la cross-fertilization. Quindi, alla fine, non credo troppe in soluzioni high-tech che potrebbero contrastare con un'interazione socialmente piacevole, e preferisco prendere un caffè in modo “sociale” piuttosto che solo davanti a un distributore automatico...

GM: Trovo questa risposta politicamente corretta…Grazie, Eugenio

EG: Piacere mio
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